Viera. Un'italiana del '23 - Paola Mattioli - Libro - Pendragon - Varia |  IBS

Paola Mattioli

VIERA. UN’ITALIANA DEL 23

1. Ciao, Paola. Grazie per aver scelto di fare questa intervista con me. Inizierei con il chiederti un po’ di te. Come mai hai deciso di “buttarti” in questa prova da scrittrice?

Ciao, Grazie a te per questa grande opportunità di parlare dei miei libri e non solo. Questo “buttarmi” nella prova da scrittrice è nata per tre motivi: primo, per saggiare le mie capacità con qualcosa di diverso dalla poesia, (io nasco come poetessa); secondo, per i miei fan che mi hanno chiesto di scrivere un racconto o qualcosa di diverso, e terzo e non ultimo, anzi il più importante, per esaudire un desiderio, quello di mia mamma Viera, di pubblicare un libro su di lei.

2. Com’è nato il tuo libro? Hai preso spunto da qualcosa?

È nato per caso, cercando un libro nella libreria, ho trovato un’agenda con all’interno un quaderno verde profilato di camoscio. Aprendolo ho trovato degli scritti in cui mia madre raccontava in prima persona la sua vita. Leggere questo quaderno mi ha portato a interromperlo più volte, per la sofferenza che traspariva tra le sue righe.
I giorni passavano e non riuscivo a finirlo, anche se cercavo di farmi forza: è stato un doloroso cammino per me. Alla fine della lettura, risultava un po’ corto, per cui ho cercato tramite interviste ad amici e conoscenti di renderlo più lungo mantenendo il suo modo di scrivere così diretto e chiaro, senza appesantirlo, considerato l’argomento di per sé difficile: la seconda guerra mondiale.
All’interno ci sono le foto della mia famiglia in bianco e nero, perché ritengo siano più adatte al contesto stesso e diano maggior risalto al libro; in più un disegno di mio nonno Silvestro, altra figura molto importante, che ha inventato la pinza tagliafili, durante la prima guerra mondiale. Alla fine dell’opera, i miei commenti di figlia minore. All’inizio, una dedica: “Cara mamma, il tuo desiderio si è avverato: il tuo libro è pubblicato. Con immenso amore… Paola, tua figlia minore”.
Da questo libro sta nascendo una sceneggiatura per un film.

3. Ogni scrittore credo che provi qualcosa di diverso durante la scrittura. Tu, Paola, cosa provi?

Quando scrivo, provo felicità, mi sento viva nell’anima, perché ogni parola mi viene da lì, non posso non scrivere: è la mia vita, è la mia linfa vitale, senza la scrittura mi sento vuota.

4. Parlami della tua protagonista, sbizzarrisciti.

Viera, una donna nata nel 1923, ha salvato con due stratagemmi delle vite umane nella seconda guerra mondiale. Era una donna che amava la vita e la vita degli altri, voleva che le persone vivessero tutte con grande forza, coraggio: le incitava a lottare, a non abbandonarsi mai, a credere in Dio, come lei. Una donna dalla forte personalità che trascinava con il suo carisma insegnando agli altri a non arrendersi mai.

5. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia di “Viera, Un’italiana del’23” è ambientata in vari luoghi: dall’infanzia e fanciullezza vissuta ad Alfonsine, paese in provincia di Ravenna dove è nata mia mamma, fino a toccare Fusignano, vicino a Ravenna, il paese dei nonni materni di Viera, Porto Corsini dove c’è il mare, Bologna e poi i luoghi della guerra, come Lugo di Romagna, Castel Bolognese, Riolo Terme.
La narrazione parte dalla nascita e fanciullezza di mia madre, nata nel 1923, fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale nel 1944.

6. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li distingue dagli altri?

I miei personaggi sono veri, sono persone della mia famiglia. Ad oggi, alcuni di loro non ci sono più: amici, parenti, nonni. È una storia vera, vissuta da mia mamma Viera, la mia adorata mamma che è nel cieli.

7. Da cosa è mosso il tuo protagonista? Es. (Amore, rabbia, vendetta, dolore, ecc..) e qual è il suo obiettivo?

Viera, mia mamma, racconta l’amore per le cose semplici: la sua infanzia, la fanciullezza, l’amore per i suoi nonni. Allora bastava poco per vivere ed essere felici, poi la seconda guerra mondiale, la sofferenza, il dolore ma anche la forza, il coraggio di aiutarsi gli uni con gli altri, la solidarietà per superare ogni difficoltà.
Diceva mia mamma: “Non bisogna mai disperare nella sofferenza, quando è comune a tutti, si trova vera fratellanza, perché ognuno di noi dà il meglio di sé”.
Il suo obiettivo era quello di lasciare una memoria storica a noi figlie, agli amici, ai giovani che lei amava tanto: lasciare messaggi d’amore, di forza, di unione per tutti.
È la mia Donna Coraggio che invita ognuno di noi a riflettere, a non dimenticare, a vivere nel qui e ora, a pensare a quello che si ha ed esserne grati, perché nella guerra tutto era precario, morto.

8. Piccolo Estratto.

Scriverò uno stratagemma che ha utilizzato mia mamma per salvare la vita a suo padre.

“Durante un’incursione dei tedeschi nelle varie case dove eravamo rifugiati, temendo che portassero via gli uomini, pensai di far passare mio padre per uno “scemo”: gli dissi di mettersi a sedere su una sedia in un angolo della cucina e di lavorare a un cucchiaio di legno intagliandolo con un coltellino. Quando i tedeschi arrivarono e gli fecero cenno di alzarsi, feci capire a loro che era un po’ deficiente e lui sorrideva e si comportava come un ebete, continuando ad intagliare il cucchiaio. I tedeschi insistettero, ma infine si convinsero che mio padre era uno scemo e quindi non lo portarono in Germania a lavorare.”

9. Trama del tuo libro+ link acquisto.

È un racconto storico vero di Viera, mia madre, che riguarda tutta la sua vita dall’infanzia alla fanciullezza con particolare risalto alle sue avventure durante la seconda guerra mondiale, dove attraverso degli stratagemmi ha salvato delle vite umane.

Il link di acquisto per Amazon: https://www.amazon.it/Viera-Unitaliana-del-Paola-Mattioli/dp/8833640256/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=viera+un%27italiana+del+23&qid=1623618346&sr=8-1
Disponibile anche su Ibs e Facebook.

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