INTERVISTA ALL’AUTRICE DANIELA E.

Kohu eBook: E., Daniela: Amazon.it: Kindle Store

Daniela E.

KOHU

1. Ciao Daniela, grazie per aver scelto di fare questa intervista con me. Inizierei con il chiederti un po’ di te. Come mai hai deciso di “buttarti” in questa prova da scrittrice?

Ciao e grazie per questa opportunità. La prima volta che ho iniziato a scrivere neanche la ricordo più… ero appena una bambina quando inventavo piccole storie che creava la mia fantasia guardando dei disegni o immagini sui libri per bambini, è stato durante l’adolescenza che ho iniziato a scrivere dei racconti con i quali ho partecipato a diversi concorsi letterari, fino a quando, a diciannove anni, una sera per caso ho iniziato a scrivere quello che dopo anni è diventato il primo capitolo del mio primo romanzo.

2. Com’è nato il tuo libro hai preso spunto da qualcosa?

I primi due romanzi, Loren e La Giostra dei Clown, sia le storie che i personaggi sono nati per caso e man mano la mia fantasia ha fatto il resto. Per quanto riguarda Kohu invece, mi sono lasciata ispirare da diversi miti e leggende sul fiume Po per poi fonderle con altre storie simili in giro per il mondo.

3. Ogni scrittore credo che provi qualcosa di diverso durante la scrittura, tu Daniela cosa provi?

In realtà credo che le emozioni siano più o meno le stesse per ogni scrittore, soprattutto se la scrittura fa parte della quotidianità, diventa una sorta di necessità come il mangiare, bere e dormire; la mente di uno scrittore è come un palloncino pieno di idee e se non vengono “liberate” sulla carta rischia di esplodere. L’approccio alla scrittura invece cambia da persona a persona e spesso con il passare degli anni anche da libro a libro.
Io personalmente vivo la scrittura come una parte di me, è il mio lavoro e anche il mio hobby, c’è un pezzo della mia anima in ogni singola parola di ogni singola pagina di ogni mio singolo libro, una parte della mia personalità e anche di quella dei miei personaggi, le storie che scrivo sono loro a raccontarmele.

4. Parlami della tua/o protagonista, sbizzarrisciti.

Le protagoniste dei miei libri sono, al momento, tutte donne, la scelta è stata casuale e voluta allo stesso tempo. Non mi ritengo una vera e propria femminista (sono più per l’unità dei sessi) ma amo evidenziare la forza delle donne in una società ancora troppo dominata dall’uomo. I miei personaggi sono tutte donne che hanno accettato, compreso e affrontato i loro sbagli e le loro debolezze, trasformandoli in punti di forza. Hanno tutte un passato e spesso un presente particolarmente tormentato, come Loren la cui vita è sempre stata avvolta da dolore e difficoltà, lavora in un locale notturno e si prostituisce e il suo tormento è evidente in ogni pagina del libro, una sorta di diario in prima persona estrapolato direttamente dalla sua mente senza passare dalla carta.
Mary Jane
(protagonista di Kohu) gode sicuramente di una maggiore sicurezza in se stessa, nonostante il divorzio che sta affrontando all’inizio della storia e la “crisi creativa” in cui si trova, trae comunque forza dall’essere una donna e scrittrice di successo. Ma la più eclettica è sicuramente Terry Brooke (regina indiscussa de La Giostra dei Clown di The Terry Brooke series, appena ripubblicato in una nuova edizione revisionata) una donna giovane e bellissima che porta però sul corpo e nell’animo le cicatrici causate dalle avversità della vita, che hanno contribuito insieme al lavorare come Ispettrice di Polizia ad accrescere il suo carattere burbero, ha una vita sregolata, beve birra, fuma e utilizza una dialettica e un atteggiamento poco incline alla gentilezza, tutto ciò sembra prendere forma attraverso la cicatrice che le sfregia il volto e la bellezza.

5. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Sono tutte storie contemporanee al nostro tempo, anche se non amo specificare l’anno esatto così come il luogo in cui è ambientata la storia, preferisco sempre restare nel vago in modo che ogni lettore può collocare l’ambientazione nel suo immaginario e immedesimarsi maggiormente. Talvolta mi occorre comunque dare una certa direttiva, come nel caso di Belvedere (totalmente inventato) un quartiere particolarmente diroccato, come i suoi abitanti, in cui vive Loren, oppure come in Kohu dove, per ovvie ragioni, ho descritto un paese sulle rive del fiume Po.

6. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li distingue dagli altri?

La forza maggiore dei miei personaggi è sicuramente nascosta insieme agli scheletri nei loro armadi, ad ogni pagina il lettore si ritrova a conoscere un poco in più un personaggio e, come nel caso di Terry Brooke, alla fine del libro si ritrova consapevole di amare un personaggio non per essere l’eroe e il protagonista di un romanzo ma per i suoi difetti che lo contraddistinguono. Molto spesso leggendo un libro o guardando un film ci rendiamo conto di apprezzare maggiormente l’antagonista piuttosto che l’eroe, questo perché a volte si crea un’anima “più leggera”, con meno sfumature e imperfezioni al protagonista, facendogli bastare il suo essere il personaggio principale di una storia, mentre il villains tende ad essere più introspettivo, meno perfetto e di conseguenza riusciamo a comprenderlo (e a volte anche a giustificarlo) sentendoci più vicini alla sua imperfezione. È questo il vantaggio dei miei personaggi, essere più villains e meno eroi.

7. Da cosa è mosso il tuo protagonista? Es. (Amore, rabbia, vendetta, dolore, ecc..), e qual è il suo obbiettivo?

In Kohu, Mary Jane ha come obiettivo principale quello di ritrovare la sua ispirazione letteraria e sembra essere accontentata in quel piccolo paesino in cui si ritrova, circondata da persone ambigue e antiche leggende.Terry Brooke essendo Ispettrice di Polizia ha ovviamente come obiettivo fermare e arrestare un misterioso serial killer ma anche ritrovare parte della sua memoria persa dopo un grave incidente, di conseguenza è mossa da rabbia e dolore che si alternano durante tutto il libro.

8. Perché hai dato quel nome al tuo protagonista? Qual è il significato che si cela sotto?

Mary Jane è l’unione di due nomi il cui accostamento mi era piaciuto particolarmente, Jane è stata la prima scelta in onore della scrittrice Jane Austen.
Terry Brooke è stato un nome particolarmente ricercato, frutto di attente riflessioni, come spesso mi accade. Terry in particolare è ispirato ad una delle protagoniste di un cartone animato che seguivo in TV da bambina.

9. Piccolo estratto.

“Mentre morivo non c’erano cherubini a cantare, non ero attratta da nessuna luce… mentre morivo vedevo solo lei… la bianca nebbia”

10. Trama del tuo libro + link acquisto.

Kohu

Mary Jane Mariani è una scrittrice di successo, reduce dalla fine del suo matrimonio non riesce più a scrivere un buon romanzo. Decide così di trasferirsi momentaneamente in un piccolo paese sulle rive del fiume Po. Li, si immerge subito nella scrittura e si lascia trasportare dalla curiosità verso i suoi abitanti poco affini alle novità e da un ambiente rude e, in autunno, completamente immerso nella nebbia. Mary si ritroverà presto vittima di avvenimenti paranormali e la sua mente razionale dovrà fare i conti con situazioni che rasentano la follia e che sono unite fra loro dalle spire incorporee, leggere quanto letali, della bianca nebbia e da un mistero vecchio centinaia di anni.

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